ricevuta non fiscale

Come abbiamo appena visto l’hobbista è un venditore occasionale, che per diletto decide di vendere un prodotto che ha realizzato, effettuando un’attività del tutto artigianale e con compensi limitati nel corso dell’anno. Per questi soggetti, quindi, la normativa fiscale è piuttosto semplice. Basterà rispettare poche semplici regole per essere in regola con l’Amministrazione finanziaria. La prima regola riguarda l’emissione della ricevuta non fiscale. La ricevuta non fiscale è la ricevuta che viene emessa da parte dei privati (non titolari di partita Iva), quando effettuano la cessione di un bene.

La ricevuta deve essere emessa al momento di incasso del corrispettivo di vendita, e sulla stessa deve essere sempre apposta una marca da bollo da €. 2,00, quando l’importo della vendita supera le €. 77,47. La marca da bollo è a carico del cedente, ma può essere addebitata all’acquirente.

La seconda regola riguarda la conservazione delle ricevute emesse. Le ricevute, oltre che per attestare l’avvenuta transazione di denaro, rappresentano un documento che vi sarà utile per capire se dovete predisporre la dichiarazione dei redditi. In questa sede non è possibile trattare tutti i casi, ma vi basti sapere che se non avete altri redditi nell’anno, se avete effettuato cessioni sino €. 4.800, siete esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

In caso contrario (se ad esempio siete anche lavoratori dipendenti) dovrete indicare, nel quadro dei redditi diversi, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera i) del DPR n. 917/86, (quadro D del modello 730 o quadro RL del modello Unico), i compensi percepiti dalle vendite di oggetti home made.